Il castello di Mestre (castelnuovo)

Vincolo del 07.03.1980

Località: San Giuliano,via Forte Marghera
Costruzione: 1805 – 1814
Armamento: (1913): 8 cannoni da 149G su affusto da difesa (*), 8 cannoni da 120G su affusto da assedio (**), 6 obici da 210 su affusto da difesa (*)
(*) affusto studiato per eliminare o ridurre il rinculo dopo ogni colpo
(**) affusto rigido a ruote fissato su piattaforma rotante

LA STORIA

Il Castelnuovo, cioè il nucleo primitivo dell’attuale agglomerato urbano di Mestre, era caratterizzato dalla diramazione di tre grandi vie di terra: la strada padovana (oggi Via Miranese) verso Padova, il Terraglio verso Treviso e la Castellana (oggi SS245 Castellana) verso Trento e il Tirolo.

Dopo la conquista veneziana del 1337, le nuove necessità strategiche, dettate anche dalla creazione di un nuovo canale artificiale, la Fossa Gradeniga, che – congiungendo direttamente il borgo di Mestre alla laguna di Venezia – accresceva l’importanza della cittadina rispetto al vecchio porto di Cavergnago e al corso del Marzenego, spinse a realizzare una nuova e più ampia fortezza.

Il nuovo complesso difensivo sorse più a est del Castelvecchio (che era sul sito del Castrum romano) e a nord del borgo, là dove già esistevano precedenti torri difensive, delle case-torri appartenenti alle famiglie signorili della zona. Nel 1108 i Conti di Collalto eressero la Torre di Mestre, dando così origine al nuovo sito (castello) della città, all’epoca autonoma.

Il nuovo castello comprendeva un complesso di undici torri (forse addirittura quindici o diciassette), con tre porte, costituite appunto dalle precedenti torri: la Porta Altino o dei Molini, ad est,la Porta Belfredo, ad ovest, e la Porta di Borgo o della Loza (“della loggia”) a sud. Queste porte erano anche dette torri daziarie, giacché qui si riscuotevano i dazi dovuti sui commerci.

La pianta era a forma di scudo ed il perimetro misurava più di un chilometro. Al centro si ergeva il Mastio, dove in seguito venne realizzata la Provvederia. Di fronte si trovava il Palazzo del Capitano, dove risiedeva il rettore veneziano, con il titolo di Podestà e Capitano. Le torri principali erano poste all’estremità settentrionale, accogliendo alloggiamenti e depositi di armi. Il tutto era circondato da un fossato, alimentato dalle acque del Marzenego.

Nel 1509, durante la guerra della Lega di Cambrai, le forze veneziane in ritirata dopo la sconfitta nella battaglia di Agnadello, si asserragliarono al comando del Pitigliano nel castello di Mestre, che divenne l’estremo baluardo sulla terraferma e da dove partirono le spedizioni in soccorso di Treviso, assediata, e alla riconquista di Padova. occupata dagli Imperiali. Nel 1513, però, il castello dovette affrontare l’assalto nemico, questa volta da parte dei Francesi, che riuscirono a darlo alle fiamme, venendo però ugualmente respinti. A onore dell’eroica resistenza l’allora città ricevette dalla Serenissima il titolo di Mestre Fedelissima.

Nel Settecento, ormai gravemente indebolite e rese inutili dalle nuove tecniche belliche, le mura del castello furono demolite: di esse restano solo la Torre dell’Orologio (l’antica Porta di Borgo) e la gemella Torre Belfredo. Quest’ultima venne poi a sua volta abbattuta nel XIX° secolo. Nella via Torre Belfredo la pavimentazione stradale riporta i segni delle fondazioni nel sito dell’antica torre.

I pochi resti del Castenuovo visibili sono (dalla Torre Civica, in “senso orario” nella pianta del castello): lacerto di mura all’interno del cortile dell’ex “Cassa di Risparmio”; i giardini di via Torre Belfredo (nell’ex alveo del fossato del castello) dove appaiono circa 150 metri della Murata ed anche un “torricino” (successivamente modificato ad abitazione); i segni sulla pavimentazione della demolita Torre Belfredo nell’omonima via; la “Torre angolare” di via Spalti (all’interno dello spazio dell’autorimessa comunale), anch’essa nel Settecento modificata ad abitazione; il disegno (nella pavimentazione stradale) del ponte prospiciente la “Torre Altinate” (la terza porta del Castello di Mestre, quella sulla strada per Altino, oggi “via Caneve”) e le fondazioni di un torricino intermedio riscoperte ai primi anni Duemila e situate “proprio all’angolo” nell’odierno piazzale Parco Ponci.

Negli ultimi anni la Torre dell’Orologio è stata liberata dagli edifici costruiti a ridosso della stessa durante l’espansione edilizia del secondo dopoguerra.

Fonte: wikipedia/Castello di Mestre (Castelnuovo)