Monastero Palazzo Michiel

Località: Via San Donà 7, Carpenedo Mestre
Costruzione: Secolo XVIII
LA STORIA
Il palazzo è posto all’interno di un complesso conventuale sito all’inizio di via San Donà in località Carpenedo. Il complesso appartiene all’Ordine monastico delle suore Clarisse di clausura; è cinto da un alto muro che nasconde la vista del corpo padronale e una barchessa.
L’unico edificio visibile è una chiesa, la cui facciata è posta davanti ad un cancello di ferro. Quest’ultimo costituisce l’attuale ingresso su via San Donà che ha, di fatto, sostituito l’originario accesso alla proprietà, visibile un po’ più a destra e murato.
Il corpo padronale a pianta quadrata, dalla compatta volumetria a tre piani, presenta una organizzazione degli spazi interni coerente con la tradizione veneziana, che prevede sale centrali affiancate da camere laterali. Il fronte principale, esposto a sud, ha disegno tripartito e simmetrico con ali laterali più basse e forte enfatizzazione della parte centrale, sopraelevata e conclusa da un timpano triangolare. Le aperture disposte su assi regolari e ritmate secondo lo schema 2 – 3 – 2 disegnano un andamento tripartito anche per fasce orizzontali segnalato da alcuni particolari costruttivi. La fascia marcapiano con sottile cornice modanata segnalante la quota del solaio del primo piano, le cimose sporgenti sulle cornici delle aperture del piano nobile, nonché la cornice di coronamento su cui si imposta un alto muro che costituisce una sorta di attico, segnato anch’esso nel profilo superiore di una cornice aggettante.
La superficie a piano terra presenta un paramento murario a bugnato liscio sul quale si aprono aperture tutte architravate e profilate da fasce lapidee, come quelle dei due piani superiori. L’asse centrale al piano nobile è segnato dalla presenza di tre porte finestre aperte su un balcone in pietra, sorretto da mensole e con parapetto a intarsi lapidei disegnanti un fiore centrale e figure geometriche laterali. E’ concluso dalla parete sopraelevata dell’abbaino, su cui si aprono tre fori ottagonali, coronato da una trabeazione con cornice a dentelli e timpano superiore al cui interno è disegnato un oculo cieco.
Fonte: Archivio IRVV
